La Società Operaia di Mutuo Soccorso ed Istruzione nasce a Cividale del Friuli nel 1869 dove ancora esercita la propria attività nella sede storica in piazza Foro Giulio Cesare.
Pace, libertà, lavoro sono le parole attorno alle quali ha costruito, nel tempo, la propria attività mutualistica e associativa costituendo un punto di riferimento nella storia sociale della città.
Oggi la SOMSI ripensa il proprio ruolo in funzione di un impegno culturale e associativo legato ad una documentazione attiva della memoria che diventa risorsa di costruzione del presente.

 

Luogo di incontro e confronto, la Somsi di Cividale accetta la sfida di rimanere occasione aperta di condivisione per una realizzazione attiva e libera del domani.      
 

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Da quest'anno puoi donare alla SOMSI il 5x1000 nella dichiarazione dei redditi
basta inserire il codice fiscale 80002690305 nel riquadro
"destinazione cinque per mille dell'IRPEF"
nello spazio dedicato al volontariato e alle Associazioni di Promozione Sociale.

Assemblea Generale Ordinaria

Domenica, 10 Aprile, 2022

I soci sono convocati in
ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA

presso la sede in Foro Giulio Cesare, 14
in prima convocazione: sabato 09 aprile 2022 alle ore 22:00
in seconda convocazione:
DOMENICA 10 APRILE 2022 ore 10:00

ORDINE DEL GIORNO
1. Relazione morale della Presidente anno 2021.
2. Lettura e approvazione del Bilancio consuntivo 2021
3. Lettura e approvazione delle linee generali programmatiche 2022
4. Lettura e approvazione bilancio di previsione 2022 
5. Approvazione della misura della quota sociale
6. Elezione dei nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione.
7. Varie ed eventuali.

Per partecipare all'Assemblea è obbligatorio essere in possesso del Green Pass ed essere muniti di mascherina ffp2

Si allega la lettera di convocazione con la delega e il modulo per la candidatura:

Convocazione lettera e modulo.pdf

Giornata internazionale dei diritti della donna

Martedì, 8 Marzo, 2022

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Dedichiamo questa giornata a tutte le bambine, le donne e le madri ucraine, vittime innocenti di una guerra assurda e ipocrita; alle bambine, alle donne e madri di troppe guerre dimenticate e alle donne e operatrici di pace impegnate in prima linea, in segno di vicinanza e solidarietà.

L’Ente delle Nazioni Unite per la parità di genere e l'emancipazione delle donne stima che nei conflitti contemporanei il 90% delle vittime siano civili, la maggioranza di queste donne e bambini.

La guerra è il più grande crimine contro l'umanità.

Assemblea Generale Ordinaria

Domenica, 27 Giugno, 2021

I soci sono convocati in
ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA

presso la ex Chiesa di San Francesco in piazza San Francesco a Cividale del Friuli
in prima convocazione: sabato 04 luglio 2020 alle ore 22:00
in seconda convocazione:
DOMENICA 05 luglio 2020 ore 10:00

ORDINE DEL GIORNO
1. Relazione sociale 2020 del Presidente.
2. Bilancio consuntivo 2020 e relazione Revisori dei Conti
3. Bilancio preventivo 2021.
4. Linee generali programmatiche 2021
5. Organo di controllo e delibere conseguenti.
6. Varie ed eventuali.

Si allega la lettera di convocazione e il modulo per delega:
Assemblea ordinaria 27.06.21.pdf

Leo Levi, il medico dei poveri

Lunedì, 25 Gennaio, 2021

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Leo Levi nasce a Modena il 20 gennaio 1906 da Ettore e Elisa Gentili, si laurea in medicina all’Università di Modena il 9 luglio 1930, sostiene l’esame di stato a Pisa dove si specializza in medicina interna e per un breve tempo è Assistente Medico. Sceglie di fare il medico condotto che esercita in vari comuni fino a vincere la condotta a Cividale del Friuli (G.U. n. 70 del 28 luglio 1938) e il 22 agosto prende, con tutta la sua famiglia, la residenza in città al civico 1 di Via Patriarcato al secondo piano, aprendo l’ambulatorio di fronte all’abitazione al pianoterra.

In seguito alla promulgazione delle leggi razziali, 19 settembre 1938, viene esonerato, essendo ebreo, con delibera comunale del 19 dicembre 1938 dal servizio, ma continua privatamente ad esercitare fino al 22 aprile 1944 quando una pattuglia delle SS passa in ambulatorio per arrestarlo. Si salva miracolosamente nascondendosi tra il muro e l’anta del grande portone di ingresso all’ambulatorio. Riesce a fuggire dalla città e si rifugia nella cella mortuaria del cimitero di Purgessimo, dove viene assistito amorevolmente, e in segreto, dalla popolazione locale. Entra a far parte, con il nome di Galeno, della Divisione Garibaldi - Brigata Bruno Buozzi diventando il medico della Divisione che segue, nelle varie vicissitudini belliche, fino alla liberazione del 1945.

Al suo rientro, non venendo integrato nel posto di Ufficiale Sanitario del Comune di Cividale del Friuli, riprende ad esercitare la sua professione dedicandosi in modo particolare alle fasce di cittadini più bisognosi, infatti è anche ricordato come il “medico dei poveri”. Muore per scompenso cardiaco l’8 ottobre 1948 in seguito alle sofferenze fisiche e psichiche a cui era stato sottoposto dalle leggi razziali e dagli anni di guerra. Viene tumulato, per sua volontà, nel cimitero di Purgessimo grato per l’aiuto ricevuto durante la sua fuga. Lascia la moglie Violante Celoni e i figli Ettore, Giuseppina e Maria Elisa (Marisa). Ora le spoglie si trovano nella tomba di famiglia a Vittorio Veneto. Nel marzo 2020 il Comune di Cividale del Friuli intitola lo “slargo” all’inizio di Via Patriarcato a Leo Levi.

Fonte: Dizionario biografico dei cividalesi del’900, a cura di Moratti e Serena (in corso di pubblicazione)

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Il dott. Leo Levi, la moglie Violante e le piccole Marisa e Giuseppina (1942)

Riportiamo la toccante poesia "Marisa", dedicata alla figlia, pubblicata su La Voce del Natisone, n°2 il 21 luglio 1945

MARISA

Ti ho lasciata in un giorno d’autunno
e le foglie cadevan già morte,
ti ho lasciata, mia tenera bimba,
ignorando di entrambi la sorte.
Anche tu hai cercato, piccina,
la carezza del babbo che amavi,
l’hai chiamato tuo padre, ma invano,
troppo lungi egli era da te.

Ma non tuoi son soltanto i lamenti,
altri bimbi ci invocano sempre,
madri, spose, fratelli, parenti,
nulla sanno del proprio destino.
Sol chi al posto del cuor ha un macigno,
sol chi in petto non sente pietà,
resta inerte ed ammira benigno
del tedesco l’iniqua empietà.

E le madri ed i padri lontani,
dalla prole che deve soffrir,
maledicono il pazzo tiranno
che agonizza in un roco sospir.
Quanto sangue innocente per nulla, 
quanti lutti, miserie ed inganni,
quante tombe, sospiri ed affanni
dove il teutone mostro passò.

Ma da oriente già spunta l’aurora,
l’occidente è un tumulto di eventi,
libertà sta per nascere ancora
e giustizia e lavor per le genti.
Nel crogiuolo d’Europa vermiglio,
fra gli osanna dei popoli tutti,
frantumato anche l’ultimo artiglio,
 il nemico più nulla à da dir.

E la grande giornata si appressa
la giornata del nostro riscatto,
tutta un inno, un tripudio, una festa
e la fine del nostro soffrir.
Nella marcia trionfal che faremo,
anche i morti saranno con noi
ed il lor sacrificio supremo
servirà come sprone agli eroi.

Solo allora mia bimba piccina
Ti potrò stringere forte al mio petto
Se benigna la sorte sarà.

20 aprile 1945 LEO LEVI (Galeno)